ANSPI
L'A.N.S.P.I. è l'Associazione Nazionale degli oratori e dei circoli giovanili in Italia. E' l'Associazione nata nel periodo conciliare per confederare gli oratori e i circoli promossi dalla Chiesa italiana.
Il circolo è una struttura giuridica che opera nel tessuto della vita parrocchiale per una finalità essenzialmente educativa: creare dei veri cittadini e dei veri cristiani attraverso una serie di momenti che riguardano gli interessi ricreativi e culturali di ragazzi, giovani ed adulti. L'Anspi è tra le Associazioni riconosciute dallo Stato, sulla base dell'articolo 18 della Costituzione e degli articoli 12-21 del Codice Civile italiano. Nel famoso discorso dei promotori dell'ANSPI nel gennaio del 1964, Paolo VI definiva così l'oratorio: "l'oratorio è la palestra delle forze morali e religiose". E' la scuola della bontà e della pietà. E' laboratorio delle coscienze giovanili, è l'allenamento ai grandi doveri della vita. E' la tessitura delle grandi amicizie, è un vivaio di uomini sani, onesti, intelligenti e attivi". Successivamente Giovanni Paolo II nel dicembre del 1986 sottolineava un'altra forte espressione di Paolo VI "l'oratorio è una palestra di vita, dove la preghiera, l'istruzione religiosa, il gioco, il divertimento, la ricreazione, l'amicizia, il senso della disciplina e del bene comune si fondono insieme per fare del giovane un cristiano forte e cosciente, leale, buono e moderno". Questi altissimi insegnamenti, possono convincere anche i più scettici sulla necessaria ed insostituibile opera dell'oratorio, dove l'educazione si attua e si realizza secondo tutte le dimensioni della persona. L'Anspi dunque mira all'evangelizzazione e alla promozione umana della persona. Far parte dell'ANSPI, vuol dire promuovere un servizio che comporta preparazione, conoscenza, convinzione, continuità, gratuità e grande spirito di sacrificio.
Si ricorda che la Tessera è condizione per partecipare a tutte le attività promosse dalla Parrocchia.
Il nostro circolo ANSPI è intitolato al primo parroco della parrocchia, Don Armando Borella.